L’appuntamento è di quelli da non perdere e si rinnova ogni anno nei giorni del solstizio d’estate. Il 21 giugno il sole, tramontando, riesce a supera di poco lo sperone roccioso che divide Bonagia da Pizzolungo, illuminando, con i suoi raggi, la grotta di Polifemo, lungo il versante Nord della montagna di Erice, poco sopra le abitazioni di contrada Emiliana. Qui, a poco più di 50 metri dal livello del mare, ancora oggi si possono ammirare due antichissimi pittogrammi, datati dagli studiosi attorno al tre mila avanti Cristo. Uno spettacolo di luce a cui si può assistere solo nei giorni più lunghi dell’anno, quando l’astro raggiunge la sua massima altezza.

La zona si raggiunge facilmente percorrendo il breve sentiero che dalla fine della strada di contrada Emiliana arriva fino alle grotte che dominano questo versante del litorale di Bonagia, subito dopo le curve del nono chilometro. Un punto “strategico” per gli amanti del trekking, visto che da qui è possibile risalire un suggestivo sentiero che si affaccia su Pizzolungo e sulla città di Trapani, arrivando fino all’area demaniale di San Matteo, con il suo bosco, l’allevamento dell’asino pantesco ed il percorso che porta dritto dritto fino al borgo medievale di Erice, ad oltre settecento metri di altezza, passando per le antiche chiese rupestri e le millenarie mura elimo-puniche.

Un itinerario davvero suggestivo, che parte proprio dalla grotta Emilana, la più grande delle due caverne che sovrastano questa contrada del territorio ericino. La più piccola, chiamata grotta di Polifemo, è quella che si illumina nei giorni del solstizio d’estate, con i raggi del sole che arrivano fino ai due pittogrammi in ocra rossa: quello che secondo gli studiosi ricorda un labirinto a sei volte che rappresenterebbe il ciclo del sole nei (sei) mesi che vanno da un solstizio all’altro, ed una figura antropomorfa che probabilmente si ricollegherebbe al culto della grande dea madre. Due immagini antiche cinque mila anni che evocano antichi riti legati al ciclo del sole e quindi all’alternarsi delle stagioni, richiamando anche i temi della fertilità e della fecondità. Evocando culti che affondano le loro origini nella notte dei tempi.

Ed in occasione del solstizio d’estate nella grotta di Polifemo si è tenuta una suggestiva celebrazione durare il tramonto del sole, nel giorno più lungo dell’anno, organizzata dall’associazione Oasi Zen. Un momento davvero carico di spiritualità, in un’atmosfera quasi surreale, resa ancora più magica dal suono dell’arpa celtica e dal rintocco della campana tibetana per salutare l’allineamento tra l’astro e gli antichi pittogrammi. Rinnovando così la magia al tramonto del solstizio dalla grotta di Polifemo.

 

 

(testo e foto di Mario Torrente)

Escursione notturna del Cai nell’antico bosco di Erice. Un gruppo di soci e simpatizzanti della sottosezione di Erice del Club Alpino Italiano, armati di bastoncini, zaini e torce, ha percorso i sentieri che costeggiano le millenarie mura elimo-puniche, un contesto decisamente magico reso ancora più surreale dalle nebbia e dall’oscurità della sera. Un trekking davvero molto suggestivo, praticamente ad un tiro di schioppo dal centro abitato del borgo medievale, caratterizzato dai silenzi e dal senso di avvolgimento che sa regalare questo polmone verde sulla cima del monte, a poco più di settecento metri di altezza. La passeggiata è partita al crepuscolo dal Quartiere Spagnolo, per passare in alcuni punti ricchi di storia, come la zona dell’ex cimitero ebraico, proprio sotto le antiche chiese medievali di Sant’Antonio e Sanr’Orsola, sul versante che si affaccia su Bonagia ed il suo golfo. Ed ancora dal “piede del diavolo”, nei pressi di porta Spada, dove aleggia una delle più famose leggende ericine. Gli escursionisti, armati di torce e tanta voglia di scoprire i segreti dell’antico bosco, si sono addentrati per i viali alberati con una visibilità ridotta al minimo per la nebbia, per poi costeggiare la cinta muraria del borgo, tra blocchi megalitici, portielle, le lettere puniche, i torrioni ed i millenni di storia e miti gelosamente custoditi nell’incantevole centro storico ericino.

Si potrà visitare fino al 30 giugno la mostra sulla Battaglia delle Egadi allestita a Torre di Ligny, uno dei più importanti monumenti della città di Trapani. In esposizione ci sono le anfore, elmi e monete dell’epoca oltre che due rostri recuperati nei fondali al largo dell’isola di Levanzo. Dalla terrazza della Torre, che si affaccia tra il mar Tirreno ed il Mediterraneo, grazie ad un apposito panello si può visualizzare il punto esatto dove è avvenuto lo storico scontro tra Cartaginesi e Romani. È possibile anche vedere il filmato storico sulla Battaglia delle Egadi ed il video sul recupero dei reperti. La mostra è patrocinata dall’assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, dal Comune di Trapani, dalla Soprintendenza del mare e dall’associazione “Euploia”. L’esposizione si può visitare da martedì a sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30. La domenica dalle 10 alle 12.30. Chiuso il lunedì.

 

Sul solco della passata positiva esperienza, il Comune di Custonaci e il CIRS, con il patrocinio dell’Unesco Chair for Karst Education, della Regione Siciliana, Assessorato al Territorio e Ambiente, hanno organizzato la quarta edizione di “Dentro e Fuori la Montagna”, giornate di incontri, divulgazione ed escursioni su temi riguardanti le Scienze della Terra e Naturali. L’iniziativa si terrà a Custonaci, dal 7 al 10 giugno 2018.

L’evento, come riconoscimento del suo valore scientifico, ha avuto il patrocinio dell’Unione Internazionale Idrogeologi, della Società Geologica Italiana, del Consiglio Nazionale dei Geologi, dell’Unione Internazionale di Speleologia e della Società Speleologica Italiana.

L’edizione di quest’anno è incentrata prevalentemente sui Georisti Carsici “Protezione e Fruizione”. “Dentro e Fuori la Montagna” è indirizzato a geologi, biologi, paleontologi, archeologi, naturalisti e professionisti che si occupano a vario titolo di studi ed indagini inerenti gli ambienti naturali, il carsismo, le grotte e la loro tutela, oltre che escursionisti, speleologi, studenti universitari, dottorandi e giovani ricercatori che hanno interesse ad approfondire argomenti contemplati nel loro percorso formativo o professionale.

Nuovo appuntamento con le escursioni del Cai nel territorio dell’Agroericino. Il mese di giugno si è aperto con un affascinante trekking da Bonagia a San Matteo, lungo il versante Nord di monte Erice, risalendo il suggestivo sentiero che dalla nota località balneare arriva fino all’area demaniale gestita dalla Forestale, regno dell’asino pantesco e dei cavalli che girano liberi nel bosco. Un’autentica oasi ambientale caratterizzata da panorami mozzafiato su Monte Cofano e la costa dell’Agroericino, tra canaloni, ponticelli e grotte che guardano verso il blu del golfo di Bonagia. Dopo una prima salita per la mulattiera che parte da “loco secco” il gruppo si è immerso nella frescura del bosco, tra pini, conifere ed eucalipti per arrivare a quota 275 metri, nell’area pic-nic. Qui gli escursionisti hanno vistato il museo agroforestale allestito all’interno di Baglio Cusenza, dove sono esposti reperti di interessi etnografico che raccontano la storia delle comunità che hanno vissuto nelle campagne dell’Agroericino e lungo i vari versanti del monte, portando avanti le loro attività incentrate sull’agricoltura e la pastorizia. In esposizione ci sono anche uccelli e mammiferi imbalsamati provenienti da donazioni, rettili conservati in formalina, nidi di uccelli, sezioni di tronchi di alberi, piante forestali e funghi essiccati. Una vera e propria carrellata sul patrimonio naturalistico della zona. Il gruppo si è quindi spostato nella vicina chiesetta di San Matteo, risalente al XIV secolo, e nei ruderi di un oratorio paleocristiano, si presume datato tra il sesto ed il settimo secolo, che si trova sul pianoro che si affaccia su Bonagia, con il porticciolo e l’antica torre della Tonnara. Da qui si può godere di uno dei panorami più belli sull’Agroericino con sullo sfondo Monte Erice e la montagna di Sparagio, la cima più alta della provincia di Trapani con i suoi 1110 metri.

Riapre al pubblico il Castello di Punta Troia di Marettimo. L’antica struttura, uno dei simboli dell’isola, si potrà visitare dalle 10.30 alle 16.30, inizialmente nei fine settimana e successivamente tutti i giorni. Il maniero, che si affaccia in uno dei punti più suggestivi della più lontana delle Egadi, con un panorami mozzafiato da un lato sul piccolo centro abitato, dall’altro sul versante nord fino a punta Mugnone, si può raggiungere percorrendo il sentiero che parte della scalo vecchio, uno dei due porti dell’isola, per arrivare fino allo scalo maestro, passando per autentici angoli di paradiso, tra pinete e valloni che guardano verso il blu del mare. Un percorso sempre più frequentato dagli amanti del trekking che scelgono Marettimo per vivere un’esperienza unica, immersi in una natura incontaminata con il sottofondo della risacca.

Per ogni informazione utile si ci può rivolgere agli uffici della Delegazione comunale dell’isola. Il Castello di Punta Troia, edificato a strapiombo sul mare sulla cima di un suggestivo promontorio, è uno dei monumenti più antichi dell’isola e sorge sulle fondamenta di una torretta di avvistamento costruita nel IX secolo dai Saraceni. Nel XII secolo Ruggero II, re normanno di Sicilia, fortificò le postazioni difensive delle Egadi, tra le quali la torretta di Punta Troia. Nel 1600 circa, gli Spagnoli edificarono l’attuale castello, dotandolo di una grande cisterna per la raccolta d’acqua e di una chiesetta che fu chiamata Real Chiesa Parrocchiale di Marettimo. La cisterna, detta la Fossa, venne successivamente adibita dagli stessi Spagnoli a prigione per i condannati per i reati più gravi. Dalla fine del Settecento il Real Castello del Marettimo divenne un carcere per prigionieri politici, fino al 1844, quando Ferdinando II di Borbone, dopo un’ispezione, ne decise la chiusura. Fu adibito in seguito, durante i conflitti mondiali, a punto di avvistamento militare e stazione telegrafica. Restaurato, ospita da alcuni anni il Museo delle Carceri e l’Osservatorio foca monaca dell’Area marina protetta delle Isole Egadi.

 

 

(foto Mario Torrente)

Un trekking davvero unico tra le bellezze paesaggistiche della montagna di Erice e le prelibatezze della gastronomia siciliana preparate ad arte dagli studenti dell’istituto alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio”, che hanno rifocillato il gruppo di escursionisti nei punti di sosta con bevande fresche e quanto da loro cucinato in occasione dell’evento “Cammin mangiando –  Street food lungo i sentieri di Erice”. L’iniziativa è stata organizzata dall’istituto alberghiero e dal Comune di Erice, con il patrocinio dei Cai e dell’associazione di protezione civile “Il Soccorso” che ha garantito l’assistenza sanitaria con i propri volontari e mezzi. Partner dell’iniziativa anche il Lions Club che ha promosso la manifestazione tra i suoi soci.

I partecipanti all’escursione hanno percorso oltre cinque chilometri lungo i sentieri di Erice, partendo dal Quartiere Spagnolo per scendere dal sentiero Cai di Porta Castellammare e raggiungere, attraverso l’antica mulattiera, la chiesa rupestre di Sant’Ippolito dove hanno trovato il primo punto di degustazione. Da qui, ad una quota di circa 500 metri, dopo una breve sosta all’insegna delle pizzette preparate dagli studenti, il cammino e ripreso risalendo il versante dei Runzi, proprio sotto i giardini del Balio ed il Castello di Venere, nel lato Nord Est della montagna, con lo sfondo del golfo di Bonagia e di monte Cofano. Da qui i panorami, da ogni angolo autenticamente mozzafiato, sono andati via via cambiando, passando dalle terra dell’Agroericino alla città di Trapani con lo sfondo del suo mare e delle isole Egadi. Si è quindi arrivati al secondo punto di sosta, sul versate dei Difali, per un assaggio di panini con le panelle. Dopo il tratto finale, l’escursione si è conclusa all’ingresso del centro abitato di Erice, poco sotto porta Trapani, dove il gruppo è stato accolto dagli studenti dell’istituto alberghiero che hanno preparato gli anelletti a forno. Piatto particolarmente apprezzato dopo una camminata durata per oltre due ore. Sempre all’insegna della natura, dei paesaggi ericini e del buon cibo che ha ricaricato le energie per affrontare i vari tratti del percorso, tra discese e salite. Sempre con lo sfondo dei panorami da incanto che si possono godere dalla montagna di Erice.

 

Dal 31 maggio al 3 giugno ad Erice torna la Festa Federicina. La rievocazione storica dell’arrivo di Federico III D’Aragona si terrà nella suggestiva location del borgo medievale con un ricco programma di eventi. La manifestazione, quest’anno alla sua quinta edizione, è organizzata dall’associazione “Trapani: tradumari&venti” con il patrocinio del Comune di Erice e dalla Fondazione Erice Arte. Alle Torri del Balio sarà allestito il Villaggio medievale con i mercanti, i giochi fanciulleschi, gli artigiani, e le varie degustazioni. Previsto anche un percorso che da Porta Trapani arriverà fino ai giardini del Balio con musici, sbandieratori ed altre attrazioni ed il coinvolgimento degli operatori commerciali ericini. Per l’occasione le strade del centro storico ericino saranno addobbate con bandiere dai colori del regno di Trinacria. Durante la quattro giorni ci sarà anche il secondo palio “Monte San Giuliano” con i cavalli e il “Grande spettacolo equestre e del fuoco” in programma alle 21,15 di sabato 2 giugno in piazza San Giovanni. Gran finale domenica 3 giugno con il quinto raduno dei Cortei storici di Sicilia e il grande Corteo Regale nel pomeriggio dove parteciparanno 200 figuranti provenienti dall’intera Sicilia (Buccheri, Piazza Armerina, Vicari, Valledolmo, Roccapalumba, Salemi, Castelvetrano, Cefala Diana e Mineo).

Il programma della manifestazione

 

Sabato 26 maggio, dalle ore 10 alle ore 14, si terrà la manifestazione “Cammin mangiando –  Street food lungo i sentieri di Erice”. L’iniziativa è organizzata dall’istituto alberghiero “I. e V. Florio” e dal Comune di Erice, con il patrocinio dei Cai, che ha consigliato il percorso di trekking, e dell’associazione di Protezione Civile “Il Soccorso” che garantirà la postazione sanitaria e l’eventuale soccorso. Partner dell’iniziativa è anche il Lions Club che ha sposato l’evento promuovendolo tra i soci. Due anni fa il Lions ha realizzato i pannelli “I sentieri delle orchidee”, un percorso di trekking  inaugurato nel mese di agosto 2016 lungo il percorso Cai M-601 che collega Trapani con Erice, donati proprio al Comune di Erice.

L’iniziativa nasce con l’idea di promuovere e valorizzare la bellezza del  territorio ricco di panorami mozzafiato che si aprono all’intera vallata, attraverso un percorso  sportivo non solo per addetti ai lavori considerato che si tratta di sentieri tracciati dal Cai e particolarmente agevoli. Sarà una giornata dedicata alle natura, allo sport e al buon cibo, con la proposta di un menù tipicamente siciliano facilmente godibile lungo il cammino.

Il gruppo dei partecipanti si riunirà  al Quartiere Spagnolo alle ore 10 per iniziare la discesa lungo il sentiero di porta Castellammare e raggiungere la chiesa rupestre di San Ippolito, dove sarà allestito un primo punto di degustazione dedicato a‘lu coppu di fritture’. Da Sant’Ippolito l’escursione lungo il versante Nord Est della montagna di Erice proseguirà lungo il sentiero dei Runzi, proprio sotto i giardini del Balio ed al Castello di Venere, un tratto caratterizzato da panorami mozzafiato sul golfo di Bonagia e su monte Cofano. La seconda sosta sarà sul versate dei Difali, per un assaggio di ‘pani e  panelli’. La passeggiata si concluderà a porta Trapani, dove il gruppo sarà accolto dagli studenti dell’Istituto Alberghiero che rifocilleranno l’intera squadra con gli anelletti a forno.

“Sport e cibo, patrimonio paesaggistico e culturale – dice la preside, Pina Mandina – trovano un loro naturale sodalizio nel meraviglioso scenario di Erice. Volevamo proporre insieme tutto questo: sani stili di vita, divertimento, sport, buon cibo e panorami mozzafiato. I ticket per le degustazioni si possono ritirare presso l’Info point di porta Trapani e presso Palazzo Sales, sede del Comune, ad Erice Centro storico, in orari di ufficio”.

Domenica 20 maggio, nella Riserva naturale orientata di Trapani e Paceco, si terrà la “Giornata delle oasi”. Il tema di quest’anno è “Sos natura in trappola”. L’iniziativa, organizzata dal Wwf, ente gestore dell’Area protetta, si terrà alla Salina Calcara a partire dalle 10 con una visita guidata a piedi. Il punto di incontro sarà a Nubia, nell’incrocio tra le vie Verdi e Calcara. Nel corso  della passeggiata è previsto anche il “birdwatching”, ovvero l’osservazione degli uccelli nel loro habitat. È anche prevista una pedalata, a cura della Pro loco di Nubia, che partirà alle 11 dalla via Stefano Platamone. Alle 13 spazio ai buoni sapori locali con un momento dedicato alla degustazione di prodotti tipici. Alle 15.30 parità la seconda visita guidata a piedi alla scoperta della salina con birdwatching. Nel corso dell’iniziativa sarà possibile partecipare al laboratorio didattico “L’oasi che non c’era” a cura dell’associazione “Saline e Natura”. “Aiuto aiuto pianata a mare! Salviamo la calendula” è invece il tema di un momento a cura del Cnr di Palermo. Sarà anche possibile visitare la mostra sulle tartarughe marine, l’esposizione del presidio Slow Food sull’aglio rosso di Nubia e l’area didattica all’interno del baglio della Salina Calcara, partecipando ad appositi percorsi guidati.