È sicuramente una delle escursioni più affascinanti da fare nell’Agroericino. La risalita verso la cima di Monte Monaco, percorrendo il sentiero Cai 609, apre delle prospettive uniche su San Vito lo Capo ed il suo mare, con panorami mozzafiato da un lato sul Golfo di Macari, dall’altro sulla costa che porta alla Riserva dello Zingaro. Una veduta che ad Ovest è chiusa da Monte Cofano e della montagna di Erice, mentre a Sud la vista panoramica è tutta per i promontori trapanesi, a partire dalla dorsale di Monte Speziale e dall’imponenza di Monte Sparagio, la vetta più alta della provincia di Trapani con i suoi 1180 metri. Ad Est ci sono invece i monti del Palermitano ed il Golfo di Castellammare. Insomma, un panorama con scorci bellissimi praticamente a 360 gradi. L’escursione per Monte Monaco, caratterizzato davvero da paesaggi molto suggestivi, si snoda lungo tre sentieri Cai percorribili ad anello, il “609 a”, il “609 b” ed il “609 c”; quest’ultimo  parte da Cala Firriato, lungo la strada che collega San Vito allo Zingaro. Il sentiero “609 a” inizia invece nei pressi del centro abitato di San Vito lo Capo e risale lungo il versante Est per circa tre chilometri, arrivando, dopo essere passati dalla vecchia cava, ormai in disuso, “Rosso San Vito”, alla cima di monte Monaco, a 528 metri di altezza, dove si trova una croce rivolta verso la baia di San Vito lo Capo, messa in quel punto a protezione del centro abitato. Un luogo sicuramente molto suggestivo, dove si intrecciano diverse prospettive ed il blu del mare incontra i colori del litorale e dei promontori. Un trekking, dunque, tra bellezze paesaggistiche, natura e fede,dove si possono toccare con mano le attività e le tradizioni della comunità sanvitese. Scendendo, e volendo fare l’itinerario ad anello percorrendo, si può percorrere il sentiero in direzione Est, che termina a Cala Firriato, da dove è possibile rientrare a San Vito lo Capo percorrendo un itinerario complessivo lungo quasi nove chilometri, per un dislivello di 487 metri ed un tempo di percorrenza stimato di circa due ore e mezza.

(foto Mario Torrente)

Dal 27 al 29 ottobre a Buseto Palizzolo si terrà la manifestazione “I porcini di Scorace e sapori d’autunno”. È prevista una intensa tre giorni con incontri, degustazioni, escursioni a bosco Scorace, mostre micologiche e cooking show. Il tutto incentrato sulle bontà dei sapori autunnali, con i prodotti d’eccellenza dell’Agroericino, a partire dai funghi, e la valorizzazione del Bosco Scorace, uno delle più importanti aree verdi del territorio della provincia di Trapani. Un autentico polmone verde che si estende per quasi settecento ettari, offrendo una grande varietà di vegetazione. La manifestazione è organizzata dal Comune di Buseto Palizzolo, che fa parte del circuito nazionale “Città del fungo”,  in collaborazione con la Pro Loco e il Gruppo Micologico “T. Pocorobba” di Valderice.  Sarà l’occasione buona per visitare la zona di Buseto Palizzolo.

 

Volantino i Porcini di Scorace

Scarica il programma della manifestazione in formato pdf

Volantino Porcini di Scorace 2017

Monte Cofano è sicuramente una delle montagne più belle e affascinanti della provincia di Trapani, che offre diversi spunti per delle passeggiate nella natura con panorami mozzafiato sul blu del mare. Un contesto unico, carico di storia, tradizione e bellezze paesaggistiche, con quelle rocce a forma di lama che si impennano verso il cielo. Passeggiare tra questi sentieri offre delle emozioni uniche, a partire dal percorso costiero, quello più alla portata di tutti e di più facile approccio. L’itinerario, che ricade all’interno della Riserva naturale orientata di Monte Cofano, costeggia il versante Nord della montagna, affacciandosi sul mar Tirreno e passando per punti davvero particolari, come la Torre di San Giovanni e la Grotta del Crocifisso per arrivare alla Tonnara di Cofano, con le sue caratteristiche pareti concave che servivano a fare rimbalzare le palle dei cannoni durante gli attacchi. Per decenni fu una delle più importanti tonnare della zona. Ancora oggi, nel piccolo villaggio di pescatori, si vede la struttura della darsena dove un tempo venivano tirati in secco i vascelli utilizzati per calare le reti e arpionare i tonni nella “camera della morte”. È uno dei più bei posti della zona da dove andare a vedere le albe, col sole che sorge da Levante illuminando le acque del golfo di Macari in un gioco di luci e riflessi imperdibile. Il lato che si affaccia su Bonagia ed Erice è invece quello dei tramonti, con il sole che saluta le terre dell’Agroericino “immergendosi” sulla linea dell’orizzonte del mare in un emozionate trionfo di colori e sfumature. Assolutamente da vedere!

Il percorso inizia a Cornino, nota località balneare del Comune Custonaci, che si affaccia sul golfo di Bonagia. Sullo sfondo c’è Monte Erice, con il suo borgo medievale e le leggende che riecheggiano i miti di Venere, la dea dell’amore e della bellezza. Siamo a pochi metri dal mare. Il percorso costiero ad anello attorno a Cofano, lungo poco più di otto chilometri con un dislivello di circa 240 metri, inizia a pochi metri dal mare, con il sottofondo della risacca che accompagnerà gli escursionisti per tutto il tragitto, soprattutto nelle giornate di Maestrale, quando le onde si infrangono con forza sulla scogliera sottostante. Il tratto più suggestivo è sicuramente quello che dalla Torre di San Giovanni va verso la Grotta del Crocifisso,  lasciandosi alle spalle il golfo di Bonagia per iniziare ad intravedere quello di Cofano. Qui l’itinerario si carica di silenzi e carica interiore, con da un lato le cime della montagna che svettano verso il cielo, dall’altro gli strapiombi verso il mare. Il tutto in un trionfo di colori e scorci da fotografare in ogni angolo. L’itinerario continua verso la Torre della Tonnara di Cofano per poi riprendere la salita verso gorgo Cofano e la “sella” del promontorio, a circa 250 metri di altezza. Da questo punto si può scendere verso Cornino, tornando quindi al punto di partenza, oppure iniziate la scalata verso la cima di Cofano, a 659 metri di altezza. Percorso decisamente più impegnativo rispetto all’itinerario costiero. Ma molto affascinante e stimolante per gli amanti delle scarpinate. Insomma, passeggiando per i sentieri della Riserva di Monte Cofano è possibile fare il giro del perimetro di questa stupenda e maestosa montagna, potendo anche risalire fino alla cima, da dove si può godere di un panorama davvero mozzafiato sul golfo di Bonagia, che già e metà percorso prende la forma di un grande cuore blu. Forse una delle vedute tra le più belle e suggestive della Sicilia.

 

 

(Foto e testo di Mario Torrente)

Continuano le escursioni della sottosezione del Cai di Erice. Un gruppo di oltre 50 persone ha visitato bosco Scorace, nel territorio di Buseto Palizzolo, percorrendone i sentieri in un itinerario ad anello partito dal capanno dei custodi dall’area attrezzata che si trova lungo la sp 57, per risalire il promontorio fino all’altezza di 564 metri. Gli escursionisti hanno così iniziato la loro passeggiata in questo bellissimo “polmone verde”, che si estende su un’area di quasi 750 ettari di proprietà del demanio della Regione Siciliana. Prima di immettersi in marcia il gruppo è stato accolto dal referente della sottosezione Cai di Erice e dell’Agroericino Vincenzo Fazio, che dopo avere dato il benvenuto ai soci e simpatizzanti e presentato il percorso, ha passato la parola ad Antonino Giacalone, del gruppo Micologico “T.Pocoroba” che ha accompagnato gli escursionisti spiegando loro le caratteristiche della vegetazione, a partire dai diversi tipi di alberi che si trovano nel bosco, le piante ed i funghi che vi crescono: prataioli, mazze di tamburo, finferli, russule, lattari ed il famoso porcino nero di Scorace. E l’autunno, con l’arrivo delle prime piogge, è proprio il tempo della raccolta dei funghi e del trionfo dei loro sapori in questo angolo dell’Agroericino, un territorio che ancora conserva tradizioni e la gastronomia legata ai prodotti della terra. Tant’è che Buseto Palizzolo è soprannominata la “città dei funghi”.

Nei primi due chilometri il percorso si è snodato verso la parte più alta del promontorio, attraversando anche un sentiero in una zona particolarmente suggestiva del bosco.  Un vero e proprio tuffo nella natura, tra querce, cipressi, lecci, sugheri, pini ed eucalipti in un sottobosco dove si è sviluppata una rigogliosa macchia mediterranea dove si possono cogliere le essenze di erbe aromatiche. Qui abbona il cisto, ma anche l’erica. Tra gli arbusti presenti ci sono il biancospino, il mirtillo, i rovi, con le loro squisite more, il prugnolo ed il corbezzolo, con i suoi frutti policromi, piccole bacche commestibili e gradevoli al palato. Sono sicuramente da assaggiare quelli più rossi e morbidi, che hanno effetti diuretici e abbassano la pressione. A bosco Scorace crescono anche le ginestre, il mirto ed il pungitopo, una pianta cespugliosa sempreverde, alta dai trenta agli ottanta centimetri, spesso utilizzata come decorazione natalizia per le sue tipiche bacche rosse che maturano proprio in inverno. In questa grande area verde si trova un sottobosco dallo straordinario valore botanico, dove vivono tanti piccoli mammiferi, come la lepre, il coniglio e l’istrice, oltre le numerose specie di uccelli, tra cui anche i rapaci, come la poiana. Insomma, si tratta di una vera e propria oasi naturalistica, dove è possibile concedersi delle passeggiate uniche in un contesto di quiete o semplicemente rilassarsi circondati dalla natura, magari facendo un pic-nic nella zona attrezzata con tavoli, panche e punti per il barbecue. Un luogo ideale dove fare un’escursione o una semplice gita fuori porta per respirare un po’ di aria pura in un contesto magico. Per gli amanti del trekking senza ombra di dubbio un percorso da provare, addentrandosi nella fitta reste di sentieri, tra piccoli ponti e staccionate ben curate dal personale della Forestale, che portano fino alla cima del promontorio, a 646 metri di altezza, da dove si apre un panorama maestoso sull’agroericino e sul comprensorio trapanese, a partire da Bruca, caratteristica frazione di Buseto Palizzolo, Segesta, con il suo tempio e l’antico anfiteatro. E ancora con la vista su Montagna Grande, Monte Inici ed il paesaggio rurale dell’entroterra, con le sue collinette, i campi seminati, gli uliveti ed i vigneti. Una vista che, dalla “cornice” verde di bosco Scorace, assume dei colori e delle prospettive ancora più cariche di significato.

 

 

(foto e testo di Mario Torrente)

Presentata la manifestazione di orienteering  “five + five days sicily 2017”.Ad Erice per la prima volta con due  gare internazionali di orienteering con tappe il 12 ottobre ed il 3 novembre. Per l’occasione sarà inaugurata la nuova mappa per l’orienteering, sostenuta fortemente dall’amministrazione comunale, che al termine delle manifestazioni internazionali sarà donata alle scuole locali.

La città di Erice ospiterà da domani, 12 ottobre, una straordinaria manifestazione di orienteering  all’interno del circuito itinerante  “Five + Five days Sicily 2017”, che vedrà al via complessivamente circa 600 partecipanti  provenienti da 20 nazioni, della durata di 3 settimane.

La manifestazione è organizzata da asd  Park World Tour Italia con il patrocinio della FISO – Federazione Italiana Sport Orientamento, CONI e MIUR Sicilia e in  collaborazione con  le amministrazioni comunali di Acireale, Castelmola, Linguaglossa, Bronte, Corleone, Erice, Sciacca, Gibellina e Castelvetrano.

La corsa di orientamento, conosciuta nel mondo come orienteering o “sport dei boschi”, è una gara a cronometro su terreno vario in cui l’atleta, munito di mappa e bussola, deve raggiungere il traguardo transitando da una serie di punti di controllo, denominate “lanterne”, obbligatoriamente nella sequenza data. La verifica dell’avvenuto passaggio avviene mediante un sistema di punzonatura.

La mappa è consegnata al concorrente al momento del via. Si gareggia individualmente o in squadra. Il vincitore non è sempre l’atleta più veloce. L’orienteering impegna gambe e cervello e premia spesso colui che è in grado di orientarsi più rapidamente e di compiere le scelte di percorso migliori. Le nazioni con il maggior numero di partecipanti sono:  Norvegia 184 e  Svizzera 122.

Il bi campione del Mondo Jorgen Martensson ospite d’onore.

Ci sarà una presenza sportiva prestigiosa in qualità di testimonial della “Five + Five days Sicily 2017”, il 2 volte Campione del Mondo di corsa orientamento lo svedese Jorgen Martensson.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è svolta negli uffici di Rigaletta-Milo del  Comune di Erice,  sono  intervenuti anche il Presidente onorario del PWT Italia Michele Barbone (attuale presidente nazionale della Federazione Danza Sportiva), Gabriele Viale, presidente Park World Tour Italia ed il campione del Mondo Jorgen Martensson. A fare gli onori di casa per il Comune di Erice il vice sindaco, Angelo Catalano, e l’Assessore allo Sport, Gian Rosario Simonte.

L’appuntamento per la partenza della manifestazione è in piazza della Loggia alle ore 10,30

 

Programma della “Five + Five days Sicily 2017”:

Gare già disputate:

Domenica 1 ottobre: Santa Tecla – Acireale.

Lunedì 2 ottobre: Bosco Ragabo-Linguaglossa.

Martedi 3 ottobre:  Castelmola.

Giovedì 5 ottobre: Bosco Ragabo-Linguaglossa.

Venerdì 6 ottobre: Bronte.

Domenica 8 ottobre: Sciacca.00

Lunedi’ 9 ottobre: Bosco della Ficuzza-Corleone.

Martedì 10 ottobre: Cretto di Burri – Gibellina.

 

Gare da disputare

Giovedì 12 ottobre: Erice, prima partenza ore 10.30

Venerdì 13 ottobre: Parco Archeologico di Selinunte, prima partenza 10.30

Domenica 29 ottobre: Sciacca, prima partenza ore 15.00

Lunedi’ 30 ottobre: Bosco della Ficuzza-Corleone, prima partenza ore 11.00

Martedì 31  ottobre: Cretto di Burri – Gibellina, prima partenza ore 10.30

Giovedì 2 novembre: Parco Archeologico di Selinunte, prima partenza 10.30

Venerdì 3 novembre: Erice, prima partenza ore 10.30

 

La sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino ha aperto il programma delle escursioni autunnali ed invernali. In primo appuntamento s’è tenuto lungo i sentieri della montagna di Erice con un’escursione, particolarmente suggestiva, partita dal borgo medievale che ha visto una settantina di partecipanti. A fare gli onori di casa il referente Vincenzo Fazio che ha dato il benvenuto ai soci ed ai tanti simpatizzati che hanno partecipato alla prima uscita, che da porta Carmine si è snodata lungo il sentiero che costeggia le millenarie mura elimo-puniche per addentrarsi all’interno del bosco antico, passando da siti carichi di storia e leggenda, come dal piede del diavolo, dall’ex cimitero ebraico e dal quartiere spagnolo. Luoghi carichi di fascino che oltre a regalare un tuffo tra storia e natura hanno anche permesso di godere di meravigliosi panorami mozzafiato sul golfo di Bonagia, con i meravigliosi colori di una domenica d’autunno dalle temperature e le sfumature ancora estive. Il tutto con il contorno del centro storico ericino, con le sue chiese medievali, il puntuale rintocco delle campane  ed i silenzi del bosco. L’escursione è continuata con la discesa lungo il sentiero Cai M-602 di Porta Castellammare – Tre Chiese, nel versante dei Runzi, caratterizzato da una vegetazione variegata. Arrivati nei pressi della chiesa di Sant’Ippolito il numeroso gruppo ha continuato a camminare nel sentiero che si trova sotto i giardini del Balio e del Castello di Venere per fare rientro ad Erice e completare la passeggiata, dopo circa tre ore di cammino, con un ultimo “tuffo” nel verde del bosco antico. La giornata si è conclusa nella sede della sottosezione del Cai di Erice, nella Baida comunale di via Apollonis dove il referente Vincenzo Fazio, assieme alla sua vice Angela Savalli, hanno illustrato le attività ed il programma del Cai, soffermandosi anche sulle proposte avanzate per valorizzare la montagna di Erice e tutto il territorio dell’Agroericino, anche in tema di prevenzione degli incendi.

A Trapani, tra agosto e settembre, è tempo di raccolta del sale. In queste settimane nelle saline che si affacciamo nel tratto di litorale che da Nubia arriva fino al territorio marsalese si rinnova un rito antichissimo di millenni, sicuramente da vedere, dove l’attività produttiva dell’uomo finisce col favorire le condizioni ideali per un ecosistema davvero unico. Siamo all’interno della Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco, un’autentica oasi per la biodiversità. Tra vasche, canali, vecchi mulini è possibile trovare una varietà faunistica e botanica incomparabile, che si inserisce in un paesaggio di grande bellezza, con da un lato monte Erice, dall’altro il mare dell’arcipelago delle Egadi. Un angolo di paradiso, regno dei fenicotteri rosa, aironi, cicogne e tante altri uccelli, come il cavaliere d’Italia, a spatola, l’avocetta (il simbolo della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco), la volpoca, il fratino, il fraticello e la garzetta. Sono stati censiti oltre duecento specie ornitiche. L’Area protetta, istituita nel 1995 e gestita dal Wwf Italia, si trova in una delle più importanti rotte dell’avifauna. Molti uccelli, in primavera ed in autunno, trovano riparo e cibo in questa grande area umida prima di riprendere il lungo volo migratorio. Ma molte specie affollano le vasche delle saline anche in inverno, dove trascorrono l’intera stagione grazie alle temperature miti di questa zona della Sicilia occidentale. Ricchissima anche la vegetazione, con circa 45O tipi di piante e varie specie vegetali endemiche. Tra le rarità che è possibile trovare c’è una piccola farfalla della famiglia dei limantridi, la “Teia dubia arcerii” e la “Platycleis drepanensis”, una cavalletta scoperta nel 2006 all’interno della Riserva delle saline, che rappresenta insomma un intreccio di ecostistemi dove l’attività produttiva dell’uomo legata alla raccolta del sale è in perfetto equilibrio con gli habitat salmastri, di acqua dolce e di terraferma. Anzi, in questo caso il sapiente lavoro dei salinai, grazie alla manutenzione ed alla pulizia di vasche e canali finisce, mantenendo vivo e inalterato l’ambiente, col favorire le condizioni ideali per questa oasi di biodiversità. Dove, oltre alla fauna ed alla flora, colpiscono i colori di questi paesaggi sospesi tra cielo e mare, con tonalità che vanno dal blu delle vasche più grandi e profonde, chiamate “fridde”, al rosa di quelle intermedie, dette “caure” fino al bianco delle “caseddi”, quelle viene raccolto il sale, depositato sugli argini per l’essicazione nelle tradizionali “montagnette” che rendono il litorale trapanese anche più caratteristico. Con i suoi canneti, gli isolotti, i canali ed i mulini, reperti di archeologia industriale che caratterizzano il paesaggio, regalando, con le loro pale, scatti davvero suggestivi, soprattutto al tramonto, quando il sole, specchiandosi sulle saline, “dipinge” il cielo di questo angolo di Sicilia con tonalità che vanno dal rosso al glicine, passando per svariate sfumature di giallo ed arancione. Un incanto, ogni giorno sempre diverso. Passeggiare tra le saline è davvero un’esperienza unica. Camminando tra le vasche, i canneti ed i canali si resta affascinati da un contesto incomparabile, capace di emozionare e catapultare i visitatori in un’esperienza sensoriale carica di immagini e odori. Andando in giro in questi sentieri, tra l’altro in alcune parti alla portata anche dei disabili, si resta catturati dalla magia di questa oasi e dal bianco abbagliante del sale, che qui chiamano “oro bianco”. Da secoli fonte di sostentamento per tante famiglie. E motore di sviluppo per l’economia locale. In quelle “gemme” di sale allo stato grezzo appena raccolto c’è tutto l’ingegno e la caparbietà degli uomini che con mille sacrifici sono riusciti a creare un modello dove natura e attività produttiva sono in perfetto equilibrio. Il lavoro dei salinai per la coltivazione del sale marino qui è fonte di vita. Non solo per le loro famiglie ma per l’intero ecosistema di questa oasi ambientale.

 

(foto e testo di Mario Torrente)

Al via il programma delle escursioni della sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino. Da ottobre a marzo sono previste dodici uscite, quattro delle quali fuori dalla provincia di Trapani. I primi tre appuntamenti sono  concentrati nel territorio dell’Agroericino. Si partirà domenica 1 ottobre con un’escursione ad Erice, lungo il sentiero delle millenarie mura elimo-puniche per poi scendere lungo il sentiero Cai M-602 di Porta Castellammare – Tre Chiese. Si tratta di un itinerario molto paesaggistico, con panorami mozzafiato sul mare del golfo di Bonagia e Monte Cofano, passando per l’antico bosco di Erice, le chiese medievale di Sant’Orsola e Sant’Antonio, la discesa del “Piede del Diavolo”, l’ex cimitero ebraico, il Quartiere Spagnolo ed il versante dei Runzi, in un trionfo di colori e odori dove è possibile cogliere anche le essenze della mentuccia e del finocchietto selvatico. Dai Runzi inizierà la risalita per rientrare nel borgo medievale di Erice, percorrendo un sentiero caratterizzato da una vegetazione sempre più rigogliosa man mano che si arriverà al Castello di Venere ed alla Torretta Pepoli. Da qui, passando da sotto i giardini del Balio e dalla chiesa di San Giovanni, si rientrerà nel bosco antico, tornando a costeggiare le millenarie mura elimo-puniche per un ultimo tuffo tra storia e natura.

Dopo questa prima uscita, le escursioni della sottosezione Cai di Erice terneranno il 15 ottobre, a Bosco Scorace, nel territorio di Buseto Palizzolo, per poi spostarsi, il 29 ottobre a San Vito Lo Capo, a monte Monaco.

Di seguito il programma completo autunno – inverno 2017 del Cai di Erice

1 ottobre: Porta Castellammare-Tre Chiese – Erice;

15 ottobre: Bosco Scorace, Buseto Palizzolo;

29 ottobre: Monte Monaco, San Vito Lo Capo;

12 novembre: Rocca Busambra;

26 novembre: Intersezionale Petralia Sottana;

10 dicembre: Monte Inici, Castellammare del Golfo;

14 gennaio: Bosco di Alcamo;

28 gennaio: Pizzo Manolfo;

11 febbraio: Monte Sparagio, Custonaci;

25 febbraio: C.da Calemici – Terme Gorga, Calatafimi;

11 marzo: Vallone Pispisa, Segesta;

25 marzo: Rocca di Sciara, Caltavuturo (PA).

 

Fino a fine di ottobre a Valderice si potrà visitare una mostra fotografica dedicata alle bellezze di questo angolo dell’Agroericino, che va dal mare di Bonagia, con la Torre della Tonnara che si affaccia sul piccolo porticciolo, per arrivare fino alla montagna di Erice, dove partono i sentieri che portano direttamente al borgo medievale della vetta, passando per l’area attrezzata di San Matteo, le chiese rupestri e l’antico bosco del Monte. Un’autentica oasi di pace e serenità. Tra i siti di interesse per gli amanti del trekking c’è anche il Parco urbano di Misericordia, dove a Natale viene allestita una suggestiva rappresentazione della natività. Da questo promontorio, facilmente raggiungibile a piedi percorrendo un breve percorso, si può godere di un panorama unico da un lato su monte Cofano, nel Comune di Custonaci, dall’altro sul territorio valdericino, con lo sfondo di Monte Erice e del golfo di Bonagia.
La fotografia, ben si sa, è uno strumento eccellente per comunicare e raccontare. Ed il concorso fotografico “Valderice in click”, promosso dall’amministrazione comunale, mostra proprio le bellezze di questo angolo di Agroericino, così carico di storia, cultura e bellezze paesaggistiche. Tra gli scatti raccolti, ci sono quelli che riguardano l’Arco del cavaliere, il porto di Bonagia e gli antichi vascelli della Tonnara, foto che, tra l’altro, sono arrivate nelle prime posizioni.
La mostra fotografica è stata allestita nel salone della biblioteca comunale “Francesco De Stefano” di Valderice, dove si potrà visitare fino alla fine ottobre. Le immagini del concorso sono state anche raccolte in un book fotografico fatto stampare dal Comune di Valderice, proprio con l’obiettivo di promuovere le bellezze del territorio.

Di seguito le foto prima classificate al concorso fotografico:

Foto prima classificata: “Porticciolo di Bonagia”, di Laura Crocè;

Foto seconda classificata: “Arco del Cavaliere”, di Vito Curatolo;

Foto terza classificata: “Vasceddu”, di Gianni Di Paolo;

Prende il via a Custonaci, dal 14 al 17 settembre, l’evento “Regina Pacis – Faro di Pace nel Mediterraneo”, iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale delle città dei marmi. Quest’anno l’evento è improntato sul tema del grande dono del creato, della natura. Un invito a guardare al creato con occhi diversi, con quello sguardo che viene suggerito dalla Madonna, che aiuta a compiere anche un cambiamento mentale e culturale. L’uomo ha dimenticato la responsabilità verso il creato e il rispetto al ritmo della terra.  Una settimana di eventi collaterali, tra talk show, concerti, momenti religiosi, degustazioni nel centro storico di Custonaci e al Parco Cerriolo.

Si inizia giovedì 14 settembre alle ore 21.30, nel centro storico di Custonaci con la Prof.ssa Livia La Franca e il suo libro “I sogni e la risacca”. Una raccolta di poesie che qui diventano sogni ad occhi aperti. Ogni poesia è un filo d’Arianna che conduce dritto all’anima, paragonabile ad uno sguardo, ad un gesto, ad un momento di commozione. Insieme all’autrice interverrà la Prof.ssa Maria Macrì. Venerdì 15 settembre il momento centrale della manifestazione. Alle ore 18.30, nello scenario del Parco Cerriolo dove si erge la statua marmorea della Regina Pacis, un mix di devozione e arte con la svelatura di un’altra stazione marmorea della Via Crucis realizzata dallo scultore Giuseppe Cortese. Nel Parco Cerriolo si vive infatti un’importante esperienza di fede, una vera e propria Via Crucis con opere in marmo, un percorso che si compone di “stazioni”, ovvero tappe che ripercorrono il doloroso cammino di Gesù Cristo che culmina con la crocifissione sul Golgota. La svelatura sarà accompagnata dal “Concerto Lirico al tramonto” della Corale Parrocchiale “Et Ero Custos”.

Dal Parco del Cerriolo parte anche un sentiero che porta a Monte Cofano, passando per le Grotte Mangiapane, dove a dicembre si tiene un bellissimo presepe vivente. Il percorso, ideale per gli amanti del trekking, permette di raggiungere diverse località della Riserva di Monte Cofano, a partire dalla Torre di San Giovanni, la Grotta del Santissimi Crocifisso e la Torre della Tonnara. cofano-parco-cerrioloTra i sentieri che è possibile fare c’è anche quello che porta a pizzo Cofano, ad oltre 600 metri di altezza, da dove si può godere di un panorama mozzafiato, da un laro sul golfo di Bonagia e tutto l’Agroericino, dall’altro sul versante di Macari e monte Monaco, la montagna che sovrasta San Vito lo Capo. Dal Parco del Cerrriolo, che si erge su un promontorio che sovrasta la località balneare di Cornino, è possibile ammirare anche dei tramonti incantevoli con delle sfumature spettacolari mare del golfo di Bonagia.

Tornando agli appuntamenti previsti dell’ambito dell’evento “Regina Pacis”, la serata di venerdì 15 settembre continuerà alle ore 21.30 nel centro storico di Custonaci con la presentazione del libro “I Campanari – Grandi rocce artificialmente forate e astronomicamente orientate nel territorio a sud di Monte Iato” di Ferdinando Maurici, Alberto Scuderi e Vito Francesco Polcaro. Saranno presenti gli autori Ferdinando Maurici, Alberto Scuderi. Interverranno Fabrizio Fonte, giornalista e presidente del Centro Studi Dino Grammatico, Giuseppe Bica, sindaco di Custonaci. Un libro attraverso il quale gli autori scrivono probabilmente una pagina inedita di preistoria siciliana. Un testo che si avvale della prefazione di Giulio Magli, docente di Archeoastronomia al Politecnico di Milano. “Gli autori – si legge nell’introduzione – hanno esaurientemente documentato un interessante esempio di meccanismi del sacro nel territorio a sud di Monte Iato. La zona è incentrata nel preminente picco del Pizzo Pietralunga, e vi esisteva un esteso insediamento che facevo uso di due rocce naturali, ma artificialmente forate, come indicatori calendariali e come efficaci segni nella fondazione del territorio”. In tutta l’area, infatti, sono stati trovati reperti archeologici che testimoniano le frequentazioni a scopo rituale. Ed entrambe le pietre forate vengono indicate nella zona come “campanili”.  madonna-regina-pacis-tramontoE la ricerca sui calendari solari è solo agli inizi, ma sta già fornendo altre presunte conferme: la roccia forata di “cozzo olivo” a Gela ed un monolite “zoomorfo” di Custonaci. Dall’archeoastronomia si passerà alle note del concerto di Andrea Alberti, al pianoforte. Il pianista e compositore Andrea Alberti è considerato dalla critica un musicista molto raffinato ed originale e il suo pianismo di chiara matrice jazz, si fonde con le atmosfere solari e le melodie della cultura mediterranea. Il concerto è previsto alle ore 22.30 nel centro storico di Custonaci.

Sabato 16 settembre, alle ore 21.30 sempre nel centro storico di Custonaci sarà la volta del talk show sul libro “L’uomo delle scarpe rosse” di Nicola Coccellato. Un libro giallo/noir che tocca argomenti di scottante attualità, ambientato tra la Roma degli anni ‘90 e la Trapani di oggi, con numerosi riferimenti ai luoghi della città e della provincia, tra cui il territorio di Custonaci. Roma, 1998: Marco, un ragazzo deluso dalla sua generazione, incontra l’amore della sua vita ma ciò lo porterà a vivere un’esperienza traumatica, nel tentativo di difendere l’amata dalle violenze di un altro uomo. Trapani, 2016: Alicia, un’affascinante ispettrice di polizia, indaga su degli omicidi apparentemente di facile risoluzione e inaspettatamente, in una ventosa mattinata, incontra un uomo che le stravolgerà la vita, e, messa davanti ad un bivio, dovrà fare una scelta difficile. Dopo la presentazione del libro, alle ore 22.30 seguirà il Concerto “In Verbo et in Musica Pro-Maria” con l’ Elimo Ensemble composto da Leonardo Cassarà al clarinetto e al sax, Antonino Pianelli al contrabbasso, Felice Cavazza alla batteria, Vincenzo Caruso al  violino, Vincenzo Toscano  al violoncello.

Le degustazioni con Odori e Sapori di Sicilia – La dieta _Mediterrana – Tutti i giorni, dalle ore 18.00 alle 24.00, nel centro storico di Custonaci, sarà aperto anche un Villaggio Gastronomico sulla Dieta Mediterranea, con degustazione di busiate (al sugo di pecora, al ragù, al pesto alla trapanese), cous-cous, pizze fritte, cassatelle di tutti i gusti, “spincie”, cannoli.